sabato 19 gennaio 2013

Strategia d'impresa: la via verso la realizzazione di un sogno


Oggi più che mai vediamo nascere numerose nuove aziende. Gli incentivi e le semplificazioni statali spingono alla creazione di nuove start up e promuovono l'imprenditoria sopratutto dei giovani che impossibilitati a trovare lavoro presso altre aziende, decidono di crearselo da soli.
Tuttavia bisogna fare molta attenzione, perché fare impresa non vuol dire soltanto avere la possibilità di creare una srl semplificata con bassi costi. Fare impresa è ben altro. Fare impresa vuol dire avere un sogno e dargli vita.
Ogni persona, immagino, porta dentro di se un sogno. Quel sogno che tiene chiuso nel cassetto, che non rivela a nessuno ma per il quale ogni giorno lavora duramente affinché si trasformi in realtà. È quel sogno che da senso a tutte le attività che svolge quotidianamente. E anche se a volte commette degli errori che sembrano allontanarla dalla meta, va avanti certa di arrivarci prima o poi.
Fare impresa è esattamente questo. Dirigere un'azienda vuol dire lavorare ogni giorno per il raggiungimento di quel sogno, di quella vision.
Troppo spesso molti giovani imprenditori rimangono vittime dei loro prodotti, concentrati come sono sulla loro ricerca, sulla loro invenzione o sulla loro offerta. Eppure quando si decide di mettersi in gioco bisogna andare oltre il prodotto, oltre le proprie necessità. Il fine ultimo non può essere qualcosa di materiale (quello sarà il mezzo!) bensì deve essere quella vision che fa guardare oltre l'orizzonte verso una meta che ha un valore per me perché ne ha anche per qualcun altro.
Fare pianificazione strategica d'impresa vuol dire partire dalla propria vision e da lì costruire tutta la struttura aziendale. Da lì costruire il proprio sogno.
Mi viene da pensare all'ex presidente di Sony, AkioMorita, la cui vision era che "chiunque potesse avere un sistema audio personale". Fu in quel momento che Sony inventò il Walkman e il lettore portatile CD. Il sogno era qualcosa di importante per lui ma lo era anche per molti altri.

martedì 15 gennaio 2013

Per Oracle "La Customer Service non basta più"


Volete incrementare il fatturato della vostra azienda? Fate in modo di migliorare l'esperienza d'acquisto dei vostri clienti.

Questo è quanto emerge da uno studio europeo commissionato da Oracle, che coinvolge chi acquista online, lo studio spiega dunque perché il servizio al cliente deve fare ancora dei passi avanti.

Lo studio è stato realizzato nel giugno 2012 dalla società di ricerche indipendente Loudhouse e ha coinvolto 1.400 consumatori che hanno fatto acquisti online (50% donne, 50% uomini) e che sono entrati in contatto con un dipartimento di customer service nei 12 mesi precedenti.

I risultati dello studio sono molto chiari, al punto che, l'81% dei consumatori sarebbero disposti a pagare di più pur di vivere un’esperienza di acquisto qualitativamente migliore (in Italia siamo addirittura all'89%) e circa la metà (il 44%, che scende al 32% in Italia) si è detta pronta a pagare un sovrapprezzo di oltre il 5%. 

sabato 12 gennaio 2013

La gestione della crisi

Nell'ultimo periodo si sente spesso parlare di accadimenti che hanno dell'incredibile e che producono alle aziende gravi danni sia in termini economici che di immagine. Mi riferisco, ad esempio, al caso Costa Concordia o per esempio al caso British Petroleum. Sono tutte situazioni che destabilizzano la normale attività quotidiana di un'azienda, ponendola al centro dell'attenzione di tutti e soprattutto al giudizio spietato di tutti.
Come si gestiscono quindi situazioni di questo tipo? E quale è il ruolo della comunicazione in una situazione di questo genere?
Credo che un chiaro indirizzo lo dia questo articolo di Gian Paolo Gironda, Amministratore Delegato GPG Associati (www.irtop.com):

Tutte le volte che si parla di emergenza e di crisi il pensiero corre alle catastrofi aziendali -  relativamente alla sicurezza e all’incolumità delle persone, alla tutela degli attori dell’ambiente socio economico e alle implicazioni di natura ecologica ed ambientale - con titoli cubitali sulla stampa e telegiornali che presenziano all’evento.
La spettacolarità di queste crisi ha contribuito certamente a diffondere anche nell’uomo della strada la convinzione che una cattiva gestione dell’emergenza aumenti vistosamente l’entità oggettiva del danno che inevitabilmente ne deriva.

Gli esempi sono ormai moltissimi e arcinoti, dalla petroliera che riversa migliaia di tonnellate di greggio in mare, ai disastri causati da incidenti verificatisi in siti industriali, chimici e produttivi, alla contaminazione di bevande e prodotti alimentari, fino ai devastanti effetti sul valore delle società e dei risparmi dei piccoli azionisti causati dalle negligenze dell’operato di alcuni amministratori.
Non esiste un settore industriale e produttivo o del terziario che sia immune dal rischio e dall’emergenza. Questo vale anche per Banche, Società finanziarie, Imprese che operano nella finanza, nel risparmio, nelle assicurazioni.

L’analisi del rischio
Ma cos’è dunque questa crisi? Una situazione rappresenta una crisi organizzativa se presenta questi cinque attributi:

giovedì 20 dicembre 2012

Business Christmas


Ci sembra doveroso e in linea con lo stile di questo blog  fare un piccolo appello in vista delle festività natalizie. Infatti le festività ormai prossime, non devono rappresentare soltanto un momento per ricaricare le batterie dopo un anno di lavoro, bensì devono essere lo stimolo per fortificare le relazioni con tutti gli stakeholder, per affacciarsi al nuovo anno carichi non soltanto di energie ma anche del supporto di una rete di contatti espressione di una relazione slegata (almeno in parte) da logiche contrattuali.

L'augurio che noi di Creatinamente sentiamo di fare è che le relazioni che in questi giorni di festa riuscirete a sviluppare e consolidare possano essere per tutti voi moltiplicatori di successo!

Buone feste!


martedì 18 dicembre 2012

Produttività? Una questione personale


Intorno a noi sentiamo costantemente pessimismo e negatività. Sentiamo parlare, ad esempio, di crisi, delle difficoltà economiche di chi fa impresa e del calo dei consumi. Tuttavia è forse giunto il momento di porsi una domanda: siamo sicuri di fare sempre il massimo che è nelle nostre possibilità? Cerco di essere più chiaro. Ogni azienda si scontra con alcune difficoltà tipiche di chi si trova in un mercato complesso e instabile come quello attuale; vede il suo fatturato crollare e spesso il manager/imprenditore non sa cosa fare per risollevare le sorti dell'azienda. Accade allora che nel tentativo estremo di cambiare un destino già scritto si compia un'imprudenza che non fa altro che avvicinare l'azienda verso quel destino dal quale cercava di scappare. Un'alternativa a ciò è quella di cercare qualcuno (probabilmente un consulente o un manager capace) che possa aiutare l'imprenditore a creare realmente un cambiamento: essere portatori di un cambiamento in azienda, non vuol dire stravolgere l'esistente bensì vuol dire eliminare delle inefficienze in un sistema che con ogni probabilità ha già dimostrato in passato essere valido. Quindi fare cambiamento può voler dire intervenire sulla logistica (o parte di essa), oppure investire in Ricerca & Sviluppo aspetto fondamentale per realizzare prodotti/servizi capaci di soddisfare pienamente e a tempo zero i fabbisogni dei clienti. Si potrebbe ad esempio intervenire sugli acquisti, in modo da individuare la via per ottimizzare i costi, oppure si potrebbero implementare i processi di lean in modo da eliminare gli sprechi ed ottimizzare il consumo di materie prime. Probabilmente si potrebbe continuare ancora a lungo parlando di tutti i possibili interventi strutturali realizzabili all'interno di un'azienda. Tuttavia non credete manchi qualcosa in tutte le cose giuste ed indispensabili che abbiamo visto fin'ora?

sabato 15 dicembre 2012

R&S: uno sguardo verso il futuro

«La ricerca è essenziale per il futuro del nostro Paese, la strada della ripresa si imbocca solo con prodotti innovativi e vincenti nel mondo. Per questo governo e partiti devono mettere ricerca e innovazione al centro dei loro programmi e della politica di sviluppo. L'Europa sta facendo passi avanti, noi non possiamo restare indietro» ha commentato la Bracco. Confindustria, quindi, continua il pressing perché il tema diventi centrale. «Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono fondamentali se vogliamo salvaguardare e far crescere il nostro manifatturiero» commenta Maurizio Marchesini, presidente di Confindustria Emilia Romagna...

domenica 9 dicembre 2012

Marketing musicale...

Ecco come a volte una situazione "banale" come acquistare una birra può divenire un momento di grande innovazione. Tutto frutto di un'iniziativa semplice ma ricca di creatività:


Red Stripe, famoso brand giamaicano produttore di birra, qualche giorno fa ha trasformato un tranquillo corner shop londinese in un locale reggae. Ogni cliente sul punto di afferrare una bottiglia avviava infatti un circuito elettronico che, grazie ad una operazione ad arte, faceva suonare tutto il negozio (fonte ninja marketing).

Questo è l'esempio di come semplici idee possono trasferire valore ad un brand o ad un prodotto attraverso un piacevole brano musicale attivato dall'acquirente.
Non credo che tutti coloro che hanno vissuto in prima persona questa esperienza potranno mai dimenticarla! E chissà il passaparola che avrà attivato...